• Short exhibition

    Nicola Cioglia – MONDOGATTO

    31 gennaio 2 febbraio 2019

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    Scheda tecnica: 12 oli su carta, dimensioni 50x70cm eseguiti tra il 2018 e gennaio 2019.

    titoli: Senza titolo, T vs T, Il mio amorevole gatto Tigre, Tigre Giallo, Tigre Azzurro,  Tigre Rosso 2, Autoritratto con Tigre molto arrabbiati, Tigre su coccodrillo, Tigre Rosso 1, Senza Titolo, Mondo Tossico, Autoritratto coccolando Tigre

     

    Nicola Cioglia (Cagliari 1998) frequenta l'ultimo anno del Liceo artistico Foiso Fois a Cagliari.

     

     

     

     

    MONDOGATTO

    E’ almeno dal secolo scorso che la pittura ha smesso di essere un modo di guardare il mondo per trasformarsi in una enorme sinestesia che in assenza di confini predeterminati ha attraversato i sensi, unendo tutto quello che può unire. Quale che sia il soggetto, il linguaggio di riferimento o gli stilemi usati, l’atto stesso del dipingere vive oggi su un crogiolo di sollecitazioni: la pittura è materia, colore, composizione, ma anche emozione vissuto, memoria; post-figurativa e post-mediale gioca su più fronti, incrociando la visibilità del quotidiano con la artificiosa dimensione del reale.

    Insomma, se la complessità è una sorta di peccato originario della pittura contemporanea, è evidente che persino una piccola mostra come questa di Nicola, quasi monotematica, offre una molteplicità di spunti e di possibili percorsi. La si può usare come una mappa delle evoluzioni linguistiche dell’ultimo decennio o come terreno di ricerca delle citazioni figurali che si annidano nelle trame segniche; ci si può perdere nella forza evocativa del colore, seguire la stratificazione materica delle superfici, oppure occuparsi prevalentemente delle suggestioni narrative. In ogni caso ad un certo punto ci si accorgerà di aver smarrito l’obiettivo, perché la tensione contaminatoria delle elaborazioni non ammette uno sviluppo unico e direzionale. Normale che, alla fine, non ci resti che il gatto.

    PS Per la cronaca il gatto in questione esiste ed è, a tutti gli effetti, parte integrante della famiglia.

    Gianni Murtas

  • Short exhibition

    Roberto Randaccio – Carte False Lacerazioni

    2-4 maggio 2018

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    Scheda tecnica: n.5  tecnica mista (acrilico e grafite) su carta (japanese album moleskine).


    Lacerazioni sono una serie di lavori in acrilico e grafite appartenenti al progetto CARTE FALSE, ciclo di opere caratterizzato dalla rappresentazione di fogli di carta mediante l'utilizzo dello stesso supporto cartaceo.

    La carta, continuamente citata e raffigurata nelle sue diverse fogge, piegata, tagliata, con strappi, diviene  strumento di indagine per ragionare su apparenza e realtà, negazione e figurazione, oltre a diventare, con la sua semplice presenza di foglio bianco aperto, testimone e critico delle opere di altri artisti.

    Lacerazioni sono una serie di riflessioni liberamente ispirate dal Cristo Morto di Holbein.

    Scarica il catalogo: Roberto Randaccio – Carte False Lacerazioni

    Biografia: Roberto Randaccio (Cagliari 1958) vive e lavora a Cagliari.

  • Short exhibition

    Raffaello Ugo – Quadreria

    7-9 febbraio 2018

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    Scheda tecnica: n.15 disegni a matita colorata su carta.


    Una serie di ritratti di  vita domestica sono l'occasione per Raffaello Ugo per  invitarci a ragionare sulla memoria.

    Partendo da soggetti comuni, da gesti ed azioni quotidiane che si ripetono senza apparenti  variazioni, da piccoli episodi che  per un istante alterano il tran tran quotidiano viene costruita una quadreria della memoria individuale dove la suggestione del ricordo e la sua rielaborazione, somma di episodi analoghi, diventa occasione di ricerca del proprio io, invito ad una presa di coscienza e conoscenza di se stessi.

    Scarica il catalogo: Raffaello Ugo – Quadreria

    La non eccezionalità dei soggetti fa sì che diventino base comune di memoria per tutti, una sorta di lessico familiare, dove la memoria collettiva di amici, parenti, animali e luoghi si trasforma in un peana.

    E il suggerimento o invito che sembra scaturire dalla memoria dei nostri ricordi, che affettuosi e ironici ci fissano dalle pareti , è che  l'azione più coraggiosa che svolgiamo nella nostra esistenza, il momento eroico,  è imparare a conoscerci.

    Biografia: Raffaello ugo (Empoli, 1957) vive e lavora a Monserrato.

    Homepage: www.avvoltelinverso.org

  • Short exhibition

    Marco Pautasso – I bambini ci guardano

    18-20 ottobre 2017

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    Scheda tecnica: n.8 dipinti ad olio su tela, n.1 dipinto ad olio su carta.


    I bambini ci guardano è il titolo di un film di Vittorio De Sica del 1944 ma anche una comune espressione usata spesso dagli adulti quando, per una situazione incresciosa, si trovano in imbarazzo davanti ai bambini.

    Ma è poi così vero che l’innocenza è fanciulla e il mondo degli adulti orco?

    La presunta innocenza dell’età infantile altro non è che la volontà manifesta, senza veli e ipocrisie, dei propri desideri quando ancora si ignora di doverli moderare in rapporto con gli altri.

    Scarica il catalogo: Marco Pautasso – I bambini ci guardano

    Una lunga educazione, impartita dagli adulti soprattutto con l’esempio, insegna regole e sotterfugi, principi e scorciatoie, per trasformare i capricci infantili in esigenze, il desiderio di possesso in gestione e la volontà di coercizione in condivisione degli obiettivi.

    Il giusto e il tanto per cambiare e adattare di scala i giochi puerili, conseguenze comprese.

    Ed è in tali circostanze, nella costruzione dell’impalcatura dell’esistenza fatta di convenienze, compromessi, sotterfugi e tradimenti che può capitare che i bambini ci guardino, e il re diventi nudo.

    Biografia: Marco Pautasso (Cagliari, 1980) vive e lavora a Cagliari.

    Homepagehttp://pautac16.wixsite.com/marcopautasso

  • Short exhibition

    Roberto Falchi – Ti racconto una storia

    6-8 giugno 2018

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    Scheda tecnica: n.7 vernici su carta per alimenti, n.2 chine e acquarello su carta lucida, una agendina moleskine con inserti di carta acquarellati.


    Ti racconto una storia è un racconto intimo, in parte autobiografico, della conquista della consapevolezza e del raggiungimento dell'età adulta.

    Con immagini vicine per gusto alle illustrazioni delle favole, Roberto Falchi ci accompagna attraverso le scelte, le esperienze, gioie e delusioni, che scandiscono la nostra esistenza fino alla presa di (in)coscienza di noi stessi.

    Quando questo accade è difficile da stabilire: di certo c'è solo il fatto che ad un certo momento  il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza non ci appartiene più. Ai progetti idealizzati si sovrappongono urgenze di carattere pragmatico,  programmi  da realizzare in funzione ai mezzi e all'immediata fattibilità e fruibilità, anche se privi di poetica e fantasia.

    E sulla possibilità di recuperare l'età dell'innocenza  ragiona questo lavoro invitandoci a ritrovare,  isolando singoli episodi, la memoria ed il sapore della scoperta,  dell'indeterminatezza e indefinitibilità dei sentimenti, la freschezza delle emozioni.

    Uno per tutti: essere innamorati.

    Scarica il catalogo: Roberto Falchi – Ti racconto una storia

    Biografia: Roberto Falchi (Cagliari 1980) vive e lavora a Quartu Sant’Elena. Dopo gli studi al Liceo Artistico di Cagliari, prosegue la sua formazione presso l'Accademia delle Belle Arti di Firenze, conseguendo con il massimo dei voti il diploma di laurea in Pittura col il prof. Renato Ranaldi e con la correlazione di Radu Dragomirescu. Dal 2001 al 2004 ha collaborato presso il Laboratorio di Ceramica dell'artista Claudio Pulli a Selargius, CA. Nel 2004 l'artista Bertrand Lavièr gli ha richiesto una collaborazione per eseguire un lavoro al Museo Pecci di Prato. Nel 2004 ha collaborato con Radu Dragomirescu per la realizzazione dell'allestimento di una mostra presso la Chiesa dei Barnabiti a Firenze. Nel 2011 si specializza in arti visive e discipline dello spettacolo. Attualmente insegna Arte immagine nelle scuole medie

  • Short exhibition

    Elisa Desortes – Middle Earth

    14-16 marzo 2018

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    Scheda tecnica: n. 9 disegni con rapidografo 0.1 formato cartolina, installazione: tavolo bianco, sedia bianca, pianta da interni schefflera, quaderno, matita.


    Nella short-exibition Middle Earth Elisa Desortes ci accompagna in una  terra di nessuno dove strutture e luoghi stereotipati, destinati alla fruizione di un  pubblico di massa,  sono diventati le nuove cattedrali del XXI secolo.

    Ribattezzati  da Marc Augè "non luoghi",  ogni giorno, consapevolmente o no nonostante la poco invitante definizione,  volontariamente li cerchiamo e frequentiamo dedicandogli  parte del nostro tempo.

    Cerchiamo in loro la luce forzata di ogni ora del giorno, gli  alimenti e i manufatti uniformati per incontrare il gusto di tutti,  l'ambiente  per festeggiare le ricorrenze personali, gli incontri occasionali per socializzare e  la compagnia per viaggiare.

    Scarica il catalogo: Elisa Desortes – Middle Earth

    E  se la riconoscibilità delle strutture promette la certezza del contenuto, il desiderio segreto è quello di rimanere un individuo unico ben distinguibile al loro interno, non confondibile con i milioni di volti che si incontrano intenti nella stessa ricerca con analoghe motivazioni.

    Così l'educazione all'uso di questi luoghi massificamente frequentati spinge la collettività in direzione opposta all'empatia verso un individualismo esacerbato.

    Ancora siamo distanti dal richiedere affetto attraverso questi canali ma chissà, con il progredire delle vendite online su Amazon, nuova frontiera virtuale dei "non luoghi", forse abbastanza presto potremo richiedere  un surrogato di mamma, di un fratello, del fedele animale domestico, e il principe azzurro.

    Biografia: Elisa Desortes (Sassari 1974) vive e lavora a Sassari.

  • Short exhibition

    Fabrizio Ortu – Mumble

    3-5 ottobre 2018

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    Scheda tecnica: n.13 acrilico, smalto e pennarello su carta, n.7 acrilici su tela, n.1 scultura un gesso e inserti di acetato smaltato.


    In questa short exibition parleremo di scrittura, per eccellenza l'arte più astratta che esista.

    Infatti solo l'obbligo di una lunga disciplina, la  scolarizzazione,  ci consegna l'immagine dell'animale cane quando leggiamo queste  linee curve  ogni tanto interrote, e ci permette la  visione di concetti astratti come la prudenza o la perseveranza.

    Addirittura possiamo vedere il cane  spezzettato, ossia c, a, n, e  senza alcuna corrispondenza alle  parti dello stesso, zampe, naso, muso, ma come tessere per combinare  le ance.

    Perciò cosa mai ci raccontano le figure di Fabrizio Ortu, queste elaborazioni  di segni grafici immaginati come scrittura aliena dove colori e segni si sviluppano seguendo regole a noi sconosciute?

    Ma sopratutto, davvero vogliamo norme e spiegazioni che ci svelino l'enigma privandoci, al contempo, del fascino del mistero e mortificando la nostra fantasia e i nostri sforzi intelletivi?

    Mi sono sempre chiesta se il fastidio che proviamo quando qualcuno ci rivela anzitempo il nome dell'assassino non sia la stessa che alberga nell'arte quando si liquida in maniera semplificativa l'opera di un artista, attribuendolo per esempio ad una corrente artistica, privando lo spettatore dell'originalità della scoperta.

    Scarica il catalogo: Fabrizio Ortu – Mumble

    Biografia: Fabrizio Ortu (Nuoro 1977) vive e lavora a Nuoro.